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Bill Of Materials problem (part three: using HIERARCHYID data type)
Nell’articolo Recursive CTE and Bill Of Materials problem abbiamo largamente parlato delle tecnologie che SQL Server mette a disposizione per ottenere l’esplosione scalare di una distinta materiali, ossia per risolvere il problema noto come “The Bill Of Materials problem”.
Successivamente, nell’articolo Recursive CTEs and Bill Of Materials problem (part two: cyclic references) , per la stessa distinta materiali, abbiamo illustrato una soluzione in grado d’individuare riferimenti ciclici (nei dati) con prestazioni ragionevoli. Per rilevare i riferimenti ciclici abbiamo utilizzato una CTE ricorsiva in cui viene calcolato dinamicamente il path di ogni elemento. Nella SELECT ricorsiva abbiamo utilizzato il predicato LIKE per verificare che l’ID del sotto insieme (elemento) che si sta elaborando non sia già contenuto nel path composto con i riferimenti univoci (IDs) dei sotto insiemi (elementi) a livello superiore.
SQL Server Training on DMVs
Quest Software, il 3 Marzo 2010, erogherà un training gratuito online per imparare ad utilizzare Dynamic Management Views and Function (DMVs) come strumenti per individuare e risolvere problemi, oltre che per migliorare le prestazioni di SQL Server.
Iscrizione e dettagli a questo link: http://www.vconferenceonline.com/shows/spring10/quest/register/multireg.asp
Recursive CTEs and Bill Of Materials problem (part two: cyclic references)
Nel precedente post Recursive CTE and Bill Of Materials problem abbiamo descritto una CTE ricorsiva nel tentativo di risolvere un problema del mondo reale, ovvero l’esplosione scalare a tutti i livelli della distinta materiali di un prodotto fornito in input.
Prima di realizzare la CTE ricorsiva CTE_BillOfMaterials abbiamo ipotizzato che le distinte materiali memorizzate nelle tabelle Production.BillOfMaterialsHeader e Production.BillOfMaterialsDetail avessero tutte una struttura ad albero aciclica (come è nella realtà). Alcune volte, le ipotesti più credibili non vengono verificate sui dati in produzione, ed è stato così, si è semplicemente assunto che l’ipotesi fosse vera. Durante il deploy della CTE, però, ci siamo accorti che questa ipotesi non era verificata per tutte le distinte memorizzate. Accadeva, di tanto in tanto, che gli utenti lamentassero un errore durante il tentativo di esplodere la distinta di un prodotto. Il seguente errore, che si verificava solo per alcuni prodotti, poteva essere il sintomo di un problema nei dati:
Recursive CTE and Bill Of Materials problem
CTE, dalla versione 2005 di SQL Server, è l’acronimo di Common Table Expression. Una Table Expression è una tabella derivata, completamente virtuale, originata da una query. Una tabella derivata può essere citata nella clausola FROM come una qualsiasi altra tabella fisica. La visibilità di una tabella derivata è limitata alla query esterna della CTE.
Webcasts download for optimizing queries
SQLWorkShop ha reso disponibili, per il download gratuito, nuovi webcast.
Questa nuova serie (di tre webcast), spiega come ottimizzare le query in modo che possano scalare su più CPU.
Download disponibile a partire da questo link: http://webcasts.sqlworkshops.com/webcasts.asp
Monitoraggio dello spazio libero nel T-Log del tempdb
L’articolo Monitoring free space in tempdb transaction log spiega come monitorare lo spazio libero nel transaction log del database di sistema tempdb.
Una delle ragioni che ci spinge a monitorare lo spazio libero sul T-Log è la ricerca delle query che durante la loro esecuzione consumano eccessive risorse.
Three-Valued Logic: TRUE, FALSE and UNKNOWN
Il capitolo uno del libro Inside Microsoft SQL Server 2008: T-SQL Querying di Itzik Ben-Gan è davvero ricco di contenuti e dopo aver parlato di uno degli aspetti singolari (che caratterizza il linguaggio SQL) nell’articolo Logical Query Processing, parleremo ora di un altro aspetto altrettanto singolare: I possibili valori che ci possiamo aspettare, in SQL, come risultato della valutazione logica di un’espressione.